Intervista Esclusiva a Daniele Molmenti: “A Londra vittoria frutto di sacrifici, Tra Ibra e Balo..”

Intervista Esclusiva a Daniele Molmenti: “A Londra vittoria frutto di sacrifici, Tra Ibra e Balo..”

Torna l’intervista Esclusiva, oggi a concederci una piacevole chiacchierata è un canoista campione olimpico e grande tifoso Milanista, Daniele Molmenti.

Formatosi a Cordenons, nel Gruppo Canoa Kayak locale, nel 2008 si è classificato decimo ai Giochi olimpici di Pechino. Due anni dopo ha conquistato l’oro ai campionati mondiali di Tacen.

Il 1º agosto 2012, giorno del suo ventottesimo compleanno, Molmenti vince la medaglia d’oro ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra, precedendo, con il tempo di 93″43, il ceco Vavřinec Hradílek e il tedesco Hannes Aigner. Viene inoltre scelto come portabandiera italiano in occasione della cerimonia di chiusura dei Giochi il 12 agosto. (Da Wikipedia)

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Ciao Daniele, iniziamo da una domanda banale che ti avranno fatto mille volte: com’è vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi? Cosa ti passava per la testa in quei momenti mentre risuonava l’inno e al centro dell’attenzione c’eri tu?

Nulla arriva mai per caso: quella vittoria è il frutto di sacrifici di anni di allenamenti, di pianificazioni, viaggi dall’altra parte del Mondo per svernare al caldo quando qui è inverno e molto altro ancora. Ma sono stati ben ripagati: l’oro olimpico è il sogno di ogni atleta. Io l’ho vissuto intensamente, con l’emozione che mi saliva dentro soprattutto quando suonava l’inno nazionale. Sono da sempre patriottico, per questo è stato spontaneo dedicare la vittoria ai giovani italiani affinchè non lascino il nostro magnifico Paese.

C’è una frase bella chiara di quel momento, detta da un cronista Sky: “Questi sono Molmenti d’oro”. Quante volte hai risentito quella frase?

A forza di sentirmelo dire mi sto convincendo che sia davvero così (ride, ndr). Otto giorni dopo la vittoria olimpica è uscito anche il libro su di me, intitolato” Daniele Molmenti, il ragazzo d’oro”. Io non mi pronuncio in merito, lo lascio fare ad altri, ma che sia un caso?… (ride ancora, ndr)

– Oggi possiamo dire che Daniele Molmenti sarà a Rio 2016?

Quando sei l’unico canoista nella storia di questo splendido sport ad aver vinto tutto quello che c’era da vincere, arriva un momento in cui è difficile trovare nuove motivazioni per proseguire. Ma in fondo non ci ho messo molto a trovarne di nuove, e importanti: essere l’unico da avere vinto tutto per…due volte.

Come nasce la passione per lo sport che pratichi?

Premetto che da piccolo avevo iniziato con il judo e praticato un po’ di nuoto. Poi ho seguito le orme di mio fratello maggiore (Francesco, ndr) che faceva canoa e mi sono trovato subito a mio agio: d’altra parte prediligo gli ambienti all’aperto, a contatto con la natura. Non è un caso, infatti, che ora faccia parte del Corpo Forestale dello Stato.  

Passiamo ad uno sport che non è tuo ma del quale sappiamo che sei un grande appassionato: il calcio. Sappiamo che sei un gran tifoso milanista, dove pensi che possa arrivare il Milan quest’anno?

Con il “senno di poi” è facile parlare, ma ho sempre sostenuto, anche in tempi non sospetti, che l’operazione “ringiovanimento” attuata dai vertici dirigenziali fosse la strada giusta da perseguire per aprire un nuovo ciclo. E che fossi ottimista sulla ripresa dei rossoneri lo dimostra anche il mio intervento che ho avuto il piacere di rivolgere ai calciatori quando mi sono recato in vista a Milanello. In quell’occasione, a novembre quando la squadra non navigava certo in buone acque, avevo notato un gruppo sano, unito e voglioso di risalire la china. Sono felice che i fatti mi stiano dando ragione. Ah, giusto, poi non mi si dica che voglio eludere la domanda (ride, ndr): credo potremo arrivare tra i primi tre.

Ibrahimovic o Balotelli secondo te? Perché?

Sarei banale se pretendessi di rispondere compiutamente dicendo che si tratta di due grandi campioni, con caratteristiche diverse ma accomunati da una gran classe e da una capacità sorprendente di andare in gol. Credo infatti che per dare valutazioni più approfondite, questa domanda andrebbe posta a un tecnico esperto, conoscitore di calcio. Certo, i campioni è sempre meglio averli in casa, però un calciatore può essere più adatto di un altro in base al tipo di gioco impostato da ogni tecnico. Per scegliere uno dei due, quindi, ricorro quindi al mio “campanilismo” e dico Balo: tra l’altro, mi pare che super Mario sta trovando in campo un equilibrio importante per un attaccante come lui, spesso braccato dai difensori avversari.  

– Cosa pensi del razzismo nel calcio?

Sono convinto che le diversità siano fonte di ricchezza e che il senso civico di ogni essere umano non debba sconfinare nel colore della pelle. Dovremo imparare a guardarci dentro e a non gridare ingiurie gratuite per delle prese di posizione prive di fondamento. Il razzismo è un gesto lontano dal mio modo di vivere e rapportarmi, pertanto lo condanno che sia nel calcio e fuori dal rettangolo verde.

– Tornando al Molmenti atleta e non tifoso, quali sono i progetti una volta terminata la carriera?

Di carne al fuoco ce n’è molta. Da diversi anni sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia per tentare, un domani, la scalata nell’ambito della Forestale.

Ma già poco dopo la vittoria di Londra ho iniziato ad avviare dei progetti su cui sono tuttora impegnato. Tra questi c’è la creazione di una società sportiva e di comunicazione (www.goldeneaglesport.it) per organizzare eventi sportivi, promuoverli e per supportare atleti meritevoli.

 

Intervista a cura di LUCA DI BENEDETTO

Si ringraziano Daniele Molmenti e Alberto Francescut per la gentile intervista concessa

Intervista concessa ai tempi a Luca Di Benedetto per DENTROILFATTO.IT